23 Gennaio 2026 - 23:15
Conti, Peccati e Brotto
CREMONA - Si può... rifare. La Vanoli si prepara alla sfida di lunedì sera contro la capolista Virtus Bologna (battuta all’andata). Alla vigilia del match del PalaRadi è coach Gigi Brotto a fare il punto, tra rispetto per i campioni d’Italia e voglia di provarci ancora. Il tutto nella sede dello sponsor Socar rappresentato da Gianmarco Peccati: «È bello essere al fianco della squadra dopo così tanti anni. Puntiamo in alto, come la Vanoli».
È un ricordo che pesa la vittoria dell’andata? «Spero che nello spogliatoio venga ricordato, sì. Quella partita è stata frutto di una pallacanestro solida, soprattutto dal punto di vista difensivo e di una grande concentrazione. Non è una garanzia, ma può essere un riferimento mentale importante. Significa che, se facciamo le cose nel modo giusto, possiamo metterli in difficoltà.»
Che tipo di partita si aspetta? «Affrontiamo i campioni d’Italia e primi in classifica, quindi una partita stimolante e affascinante. Il nostro obiettivo è scendere in campo con coraggio, determinazione e faccia tosta, cercando di giocare la miglior partita possibile. Dovremo essere molto continui.»
Quanto conta la vittoria di Trento? «Conta tanto. Dopo il successo abbiamo avuto una settimana di allenamenti regolare, che ci ha dato buon feeling e carica emotiva. La squadra sta lavorando bene, c’è attenzione e disponibilità.»
Dal punto di vista della formazione ci sono novità? «Christian Burns è ancora fuori, sta riprendendo ma probabilmente non sarà della partita con Bologna. Per il resto stiamo bene, non abbiamo particolari problemi e questo è importante, soprattutto quando affronti una squadra così profonda e di spessore.» Come si prova a limitare una Virtus così completa? «Servirebbe la partita perfetta e non è mai semplice. Dobbiamo interrompere le loro trame offensive, limitare le principali bocche da fuoco e fare grande attenzione ai rimbalzi offensivi. Hanno tanti tiratori da tre punti, quindi servirà concentrazione massima da parte di tutti quanti. Ma la cosa più importante è giocare la nostra pallacanestro, con ritmo e identità.»
Anigbogu è stato decisivo a Trento? «Con lo staff abbiamo lavorato molto sulla consapevolezza del giocatore: usare meglio il corpo, evitare falli inutili, gestire i rimbalzi e capire come vengono fischiati i contatti in Italia. Credo che questi concetti stiano entrando nella testa del ragazzo».
La Virtus arriva da un periodo fitto di impegni tra campionato ed Eurolega. Può essere un fattore? «Dobbiamo farci trovare pronti a sfruttare qualsiasi opportunità. La Virtus Bologna ha un roster lungo e nel campionato sta sbagliando pochissimo: ha perso solo due partite, con noi e con Milano. Se dovessero concedere qualcosa, il nostro compito sarà approfittarne.»
Quali saranno le chiavi decisive della gara? «Gli accoppiamenti difensivi su Morgan ed Edwards, il controllo dei rimbalzi e la capacità di limitare il gioco di Niang. E poi il ritmo: contro Trento abbiamo fatto un ottimo lavoro nell’ultimo quarto, soprattutto in difesa. Dovremo riproporre quella intensità spingendo al massimo».
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