BASKET SERIE A2
23 Gennaio 2026 - 23:12
Mazzoni e Bechi
CREMONA - «Vogliamo accorciare su Torino e cercare di prenderci una rivincita dopo la gara di andata». Coach Luca Bechi si presenterà domenica in Piemonte con una squadra piena di acciacchi, ma reduce da quattro (pesanti) vittorie consecutive.
È l’agenzia per il lavoro Il Centro a ospitare la conferenza stampa prepartita. Ad aprire l’incontro è Michele Mazzoni, responsabile dell’agenzia: «La nostra agenzia ha una forte connotazione cremonese: le nostre origini sono qui e siamo molto legati al progetto Juvi. Per questo motivo è sempre un piacere sostenerla».
Coach Luca Bechi inquadra subito il momento della squadra e il peso della partita: «La formula del campionato, con il girone di ritorno random, ci rimette di fronte a un avversario che abbiamo incontrato poche settimane fa, in una sconfitta che è stata dolorosa. Proprio per questo l’anima che ci muoverà sarà una forte voglia di riscatto».
La Juvi arriva all’appuntamento in un momento positivo dal punto di vista dei risultati: «Il momento è felice, ma il mio compito è guardare anche e soprattutto alla qualità e alle prospettive. Il campionato non si ferma, non aspetta, è in continua evoluzione. Così come abbiamo continuato a produrre energia quando le cose non andavano, non dobbiamo cullarci adesso».
L’obiettivo è chiaro e dichiarato senza mezzi termini: «In questo momento vogliamo a tutti i costi recuperare posizioni e avvicinarci alla salvezza diretta. Per noi sarebbe il nostro scudetto».
Poi l’analisi dell’avversario: «Torino è una squadra che ha fatto un grande balzo in avanti nella seconda parte del girone d’andata. È molto solida, compatta, coesa, con grande equilibrio e giocatori che conoscono perfettamente il proprio ruolo».
La coppia americana Teague-Allen è indicata come uno dei punti di forza del campionato, sostenuta da un gruppo di italiani esperti: «Tortù, Massone, Severini, Bruttini, Cusin sono giocatori navigati, che conoscono bene le insidie di questa competizione».
Le chiavi della gara sono ormai una costante: «Controllo dei rimbalzi e controllo del ritmo. All’andata Torino ci mise in difficoltà abbassando il nostro ritmo. Dobbiamo imparare da quell’esperienza e mettere in campo energia per tutti i 40 minuti».
Sul fronte della condizione fisica, l’emergenza non è ancora rientrata: «Prosegue, ma io parlo sempre di problemi che nascondono opportunità. È stata una chance importante per chi aveva giocato meno, come La Torre e Del Cadia, che si sono messi in evidenza pur in una situazione di difficoltà. È ancora prematuro capire se recupereremo qualcuno, ma ciò che conta è lo spirito che anima la squadra e l’unità di intenti».
Determinante nelle ultime uscite è stato il lavoro difensivo: «C’è grande abnegazione e disponibilità. Non è solo individuare il go-to-guy degli avversari, ma una sensazione di compattezza e di desiderio di aiutarsi. Questo è stato il vero salto di qualità».
Capitolo Allen, sempre più centrale negli equilibri: «È vero che non ha segnato molto, ma ha dato aggressività e ritmo. Dai suoi palloni nascono vantaggi continui. Non sta benissimo dal punto di vista fisico, ma la sua mentalità ci piace. Ha difeso, si è preso responsabilità importanti e questo per noi è fondamentale».
Grande fiducia anche in Garrett: «Sta molto bene. All’inizio ha avuto un problema fisico che non gli permetteva di avere la giusta energia, poi ci sono state situazioni tattiche che hanno cambiato il corso della stagione e anche il suo rendimento. Aveva bisogno di giocare accanto a un giocatore come Allen e a uno come Vecchiola, che riesce a metterlo al giusto ritmo».
Infine, uno sguardo al contesto generale: «È un campionato apertissimo. Le prime otto possono vincere e giocarsi la promozione, ma ogni partita nasconde sorprese. Tutti possono vincere contro tutti».
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