08 Febbraio 2016 - 12:14
Ventuno persone tra cui funzionari pubblici e dirigenti sono indagati dalla procura di Gorizia per aver gestito in maniera fraudolenta un centro di accoglienza per immigrati, in convenzione con la Prefettura isontina. Rimborsi per 2.300.000 euro, fatture 'gonfiate', carte telefoniche, 'pocket money', 31mila bottiglie d'acqua, 88.000 euro inviati dall'estero dai familiari, sottratti ai migranti. Le accuse: associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, frode fiscale, peculato, falso e favoreggiamento.
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