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PANDINO

Ecco i daini, per casa il Bertolino

Il gruppo fuggito dai lupi del Lodigiano è ormai stanziale: pericoli per gli automobilisti

Stefano Sagrestano

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stefano.sagrestano@gmail.com

23 Gennaio 2026 - 05:20

Ecco i daini, per casa il Bertolino

PANDINO - Con ogni probabilità arrivano dalla riserva di Comazzo, lungo il fiume Adda. Sarebbero in fuga dai lupi, arrivati nei boschi del piccolo centro lodigiano nei mesi scorsi, attirati proprio dalla presenza di un numeroso branco stanziale di almeno 90 daini. Sta di fatto che ormai da diverse settimane alcuni di questi splendidi ungulati hanno scelto Pandino e le sue campagne come dimora fissa.

«Tant’è che non mancano gli avvistamenti – commenta il sindaco Piergiacomo Bonaventi —: anch’io mi sono imbattuto in questo piccolo gruppo di daini. Ultimamente le segnalazioni li danno come stanziali nell’area intorno alla zona industriale del Bertolino, utilizzano ad esempio i piccoli boschetti ai margini della tangenzialina come rifugio per la notte». Con ogni probabilità per arrivare nel territorio pandinese, il gruppetto ha prima risalito per qualche chilometro in corso dell’Adda e poi si è inoltrato in direzione est dalla località Bocchi a Spino e seguendo il canale Vacchelli.

«In questi giorni – prosegue il sindaco – abbiamo installato dei cartelli stradali all’altezza dei principali accessi del paese, per allertare gli automobilisti. Abbiamo infatti notato che questi daini, che sono ovviamente abituati alla presenza umana, si muovono spesso anche in orari di traffico e dunque attraversano la Bergamina o altre strade. Invitiamo tutti a fare attenzione, sia per la propria incolumità, sia per quella degli animali».

Della presenza degli ungulati Bonaventi ha informato anche la Provincia, ente competente per la salvaguardia ambientale, e in particolare la comandante della polizia provinciale Chiara Fusari. «I daini sono ormai una presenza sempre più massiccia in tutto il territorio provinciale, anche in aree distanti dagli alvei boscosi dei fiumi – conferma quest’ultima –: sono una specie protetta, ma il loro costante aumento potrebbe presto portare a studiare un piano di contenimento a livello regionale. Importante segnalare con la cartellonistica stradale la possibilità di attraversamenti. Stiamo monitorando la situazione, così come stiamo facendo una mappatura della presenza del lupo su tutto il territorio, da Casalmaggiore a Spino. Non è un lavoro semplice. Riceviamo decine di segnalazioni, ma vanno verificate, spesso sono prive di testimonianze fotografiche e video, dunque devono essere scartate».

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