IN FESTA PER IL PATRONO
21 Gennaio 2026 - 15:57
Comune e Pro loco premiano i migliori studenti di San Bassano nel ricordo di Ernesto Cavalli
SAN BASSANO - Tutto quello che c’era da celebrare, è stato celebrato. Nel senso migliore del termine. Non solo perché sul palco è salita gran parte di San Bassano e non il solo San Bassiano, ma anche perché tutti gli altri stavano in platea a festeggiare gli amici insieme al patrono. Detto in poche parole: un borgo che si ama. E che ha pure un nuovo gonfalone: il telo tolto dal cicerone cremonese Rocco Brocca insieme a Carlo Agosti, prima del ‘main event’ che ha messo l’alloro del cittadino eccellente sul capo di Luca Barborini.

Sullo sfondo (mica per importanza), i volontari Gabriele Reginaldo Berselli, Rita Bai e Ivano Maffezzoni, le ‘ladies’ del Ballo del Sabato Sera che con i loro passi permetteranno il restauro della vecchia insegna e la Pro loco che ha premiato i mastri decoratori per lo spettacolare Natale. Ciliegine sulla torta: il passaggio di consegne tra il commissario Alessandro Salimbeni (oggi alla guida dell’Unione della Sicurezza da 23mila abitanti) e il nuovo agente German Trovato, e le borse di studio Cavalli. Lunedì tappa a Lodi per ricordare il gemellaggio.

Il sindaco, Giuseppe Papa, nel suo stile ormai marchio di fabbrica, elogia e striglia: «Vedere che non bastavano i posti a sedere e scoprire poi che la coda arrivava fino alla strada mi ha fatto capire che c’è chi ci tiene davvero. Ma, come ho ricordato e come ci hanno insegnato i premiati, una comunità così forte e unita deve partecipare ed esserci sempre. Servono più proposte, più idee, più dialogo». Messaggio chiaro. Rimarcato nel confronto con i diciottenni, presentati dopo i nuovi nati, in gran parte di origine straniera: «Fatevi avanti, altrimenti a decidere saremo sempre noi, che siamo avanti con l’età».

Momento topico, la consegna degli attestati agli studenti più brillanti, nel ricordo di un imprenditore illuminato che ha fatto la storia della provincia in più ambiti: Ernesto Cavalli, massimo esponente della sartoria e storico produttore dell’eccellenza Made in Italy poi ritargata Armani, fondatore anche della blasonata compagine omonima di ciclismo e, passando al calcio, del Pizzighettone. Ma c’è stato spazio anche per parlare di chi va e di chi viene in Comune. Per parlare di associazionismo e di chiesa, di cultura e di storia, di problemi e prospettive. Per discutere e per far battute.

Alla fine, la pre-patronale sanbassanese è stata un po’ la celebrazione sincera di quella cremonesità che piace e che rischia di mostrarsi sempre meno: quella del sindaco che arriva con il furgoncino della Protezione civile e si cambia perché almeno lui la cravatta deve averla; o quella del gonfalone cittadino che sembra fatto da Giotto e poi scopri che l’ha rifinito la sarta che conoscono tutti per nome; o ancora quella dell’intellettuale di spicco del paese che attacca bottone e scherza con il pubblico perché sa di aver parlato per venti minuti e gli amici gli fanno il gesto del ‘taglia’ ma in fondo sperano continui perché ne sa troppo. E sì, anche quella dei ragazzi che giocano a basket e fanno dentro e fuori dalla sala con i genitori al bar. Magari è nostalgia. Però funziona.

C’era Simona e c’era il suo Raffy. E poiché buon sangue non mente, Raffaele aveva pure la menzione d’onore in mano. Sul podio Giulio e Alessandro. Nel cuore Matteo. È stato un turbinio di emozioni e ricordi il primo concorso letterario ‘Berselli – Un giornalismo obiettivo al servizio della verità’, dedicato alla penna che per vent'anni ha raccontato il territorio come solo lui sapeva fare: senza filtri e senza compromessi; cercando sempre la verità. I bambini e i ragazzi gli hanno reso omaggio nel migliore dei modi: mettendosi in gioco.

Niente fronzoli, zero piaggeria. Orgogliosamente di provincia. Tanti argomenti, cronaca dura e pura, immagini vive e denuncia sociale. I baby-cronisti, incoronati per aver saputo in poche righe raccontare (fra le altre cose) la ‘manita’ degli Azzurrini allo Zini e la piaga del bullismo dentro e fuori dalle mura scolastiche, hanno ricevuto la standing ovation di un paese intero. La sala grande dell’oratorio non bastava e gli applausi sono arrivati anche dal marciapiede.

Nelle parole della compagna e del sindaco Giuseppe Papa il ritratto commosso, impressionista e colorato, di un collega e amico andato avanti troppo presto: brillante, testardo, forte, onesto e coraggioso. Meravigliosamente vero. Comune e biblioteca Vida, con il coordinamento e la direzione della responsabile Ardea Mainardi, hanno avuto l’onere e l’onore di assegnare i primi gagliardetti alla giuria tecnica composta da Andrea Arco (La Provincia), Andrea Colla (Cremona 1) e Alessio Rosin (Miur– I.C. Giovanni XXIII). Il ‘prof’ ha chiuso con i ricordi legati al gemellaggio lodigiano e alla storia del rinato gonfalone. Ma restava il ‘Berso’, nel cuore di tutti.
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