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AMMINISTRATIVE

Elezioni, rebus dei candidati a Soncino

A destra Gallina ter o Fabemoli, a sinistra accordo o primarie guidate dal Pd

Andrea Niccolò Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

21 Gennaio 2026 - 09:11

Elezioni politiche, le liste per il Parlamento

SONCINO - Una sfida, un solo candidato (per ora) e tantissimi punti interrogativi, primo dei quali quello sulla data. L’unica certezza al momento è che il borgo medievale sarà chiamato alle urne tra metà aprile e metà giugno e che Roberto Grazioli, con la sua lista civica Polis, è il primo contendente a essere sceso in campo. E i partiti ‘tradizionali’, intanto, che fanno? Nei giorni scorsi il sindaco Gabriele Gallina da una parte e l’esponente di centrosinistra Carla Urgesi, dall’altra, pur scucendosi poco avevano confermato che fervono preparativi e si susseguono le riunioni. Ma intorno ai nomi c’è ancora tanta nebbia.

Eppure qualche ipotesi si può già fare. Specialmente per quanto riguarda la compagine di governo, quella dove gli scenari sono più vari e interessanti. Da quando l’emendamento ha sbloccato il terzo mandato per i sindaci dei Comuni sotto ai 15mila abitanti, tecnicamente l’attuale primo cittadino è tornato in pole position.

Attenzione, però, perché l’ipotesi non si era mai posta nei 20 anni precedenti in cui era sempre valsa la regola non scritta del ‘prima tu coi miei assessori e poi io col resto della squadra tua’. In sostanza: sindaco della Lega, poi sindaco di Forza Italia e si torna a girare. Con, per bilanciare, assessori e consiglieri chiave designati da chi si faceva da parte. Dopo la decade pedrettiana, infatti, è toccato a Gallina.

E ora? Che succederà? Uno dei nomi più caldi, sempre prima che passasse la legge sblocca-mandato era quello di Fabio Fabemoli. Leghista, appunto, e numero due di Gallina. Il copione si sarebbe di fatto ripetuto. Ma c’è un altro fattore importantissimo da considerare: l’azionista di maggioranza, oggi, è in realtà Fratelli d’Italia che da solo, alle Europee, nel borgo si è preso oltre un terzo dei voti totali. Accetteranno, i meloniani, un ruolo di secondo piano?

Sul fronte progressista la domanda è una sola: accordo o primarie guidate dal Pd? Perché nel primo caso si eviterebbe il rischio di una frattura appena prima delle elezioni ma, nel secondo, si potrebbe tirar fuori il ‘jolly’, magari pescando fra gli esterni. Probabilmente, bisognerà attendere ancora un paio di settimane per vederci più chiaro.

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